Dott.ssa Maria Ester la Torre

dieta ospedaliera

Tutte le criticità della dieta ospedaliera. L’opinione della dietista

Una buona alimentazione aiuta a prevenire e curare molte patologie come da sempre spiego ai miei pazienti e ai miei lettori. Tuttavia, proprio nell’ambiente ospedaliero sembra che l’alimentazione non venga considerata come parte integrante della salute e del benessere del degente. Considerazioni amare che ho elaborato sulla base di testimonianze e dalla mia esperienza in vari reparti e mense ospedaliere dove ho verificato la presenza di un menù non adeguato alle necessità dei pazienti.

Di seguito ho messo in luce quelli che sono i punti critici su cui si dovrebbe intervenire.

Gli orari. In ospedale gli orari sono troppo anticipati. La cena comunemente viene servita intorno alle ore 17:30-18:30, orario in cui in una condizione ordinaria un individuo dovrebbe fare uno spuntino. Per tutto il periodo della degenza, questo problema influisce sulle abitudini e sulla fisiologia del paziente. Se la colazione avviene intorno alle 6:00-7:00, mangiando a orari sempre più vicini fra loro, un paziente si ritrova poi a dover cenare alle ore 18:00, accumulando ben 12- 13 ore di digiuno. Situazione che di certo non aiuta la condizione umorale del degente. Il digiuno prolungato, infatti, abbassa la serotonina, favorendo invece la produzione di cortisolo, l’”ormone dello stress”. A lungo andare questa condizione comporta una diminuzione delle difese immunitarie, aumento della pressione arteriosa e naturalmente insonnia. Un quadro non ottimale per chi è ricoverato in ospedale per riprendersi da una patologia.

Assenza di una figura professionale di riferimento. Bisogna ammettere purtroppo che anche in ospedale l’attenzione per l’alimentazione sana e funzionale è molto bassa. A differenza del restante personale sanitario è doveroso denunciare l’assenza di figure specifiche come i dietisti nell’ambiente ospedaliero. Il numero di degenti è molto elevato, non ci sono il tempo necessario e le risorse per elaborare un piano nutrizionale specializzato. Così, ogni paziente che dovrebbe avere una dieta specifica, finisce per trascorrere il suo periodo di degenza seguendo una dieta generalizzata. Le uniche diete specifiche attuate in ambito ospedaliero sono quelle utilizzate in caso di precise patologie: pensiamo alla dieta ipoproteica e iposodica nei casi di pazienti con malattie cardiovascolari e renali. Per le restanti patologie molte volte la dieta non è appropriata e alle volte adattata grossolanamente.

 

Troppa carne anche in ospedale. Incredibile ma vero anche nei menù ospedalieri dedicati a pazienti privi di patologia coronariche è presente troppa carne. Queste diete settimanali prevedono fino a due porzioni di carne al giorno, quantità altamente sconsigliata in quanto l’eccesso di carne potrebbe comportare un aumento di colesterolo. E non solo: la presenza di nitrati può comportare anche un aumento della pressione arteriosa così come l’eccesso di proteine, incriminate da più studi come le principali cause di condizione precancerosa a causa della presenza di nitrosamine o ammine eterocicliche. In questo caso si dovrebbero diminuire le porzioni di carne e preferire più alimenti con proteine vegetali come i legumi.

Poca frutta e verdura.  Per concludere anche la frutta e la verdura in quantità adeguate sono le grandi assenti dai menù ospedalieri. Ci sono pazienti in cui si evidenzia disidratazione e l’assenza di sali minerali. Una delle cause è proprio da individuare nello scarso apporto di frutta e verdura nei menù delle cliniche. Aumentare l’apporto di frutta e verdura incrementa l’assunzione settimanale di vitamine, aiutando così il paziente ad aumentare le funzionalità del proprio organismo e migliorando lo stato delle analisi ematiche, che molte volte risultano essere carenti di determinati sali minerali. Non dimentichiamo poi il riscontro positivo dell’apporto di questi alimenti per il ripristino del microbiota intestinale, la cui funzione ottimale è favorita da un maggior apporto di fibre: il microbiota intestinale migliore difesa immunitaria, utile in ambito ospedaliero dove il degente è anche chiamato a difendersi in maniera naturale da un ambiente in cui sono presenti batteri patogeni.

Se vuoi una valutazione preliminare del tuo stato nutrizionale in vista di un ricovero, se hai dubbi sulla dieta somministrata durante una degenza o ancora se sei un addetto ai lavori e vuoi confrontarti professionalmente sulla tematica contattami o fissa un appuntamento! Dott.ssa Maria Ester la Torre

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